Edward BACH (1886-1936)

 

Per comprendere appieno i principi del metodo floreale è opportuno conoscere, almeno nei tratti fondamentali, la vita e il pensiero del suo ideatore: il dott. Edward Bach.

 

Immunologo, batteriologo e omeopata di successo, visto da alcuni come un Maestro, da altri un Illuminato, Bach amava definire se stesso un “semplice erborista”. 

 

La sua visione è il risultato di un percorso professionale e personale che, da una formazione accademica, lo conduce - attraverso l’integrazione dell’esperienza omeopatica, della botanica, della farmacopea popolare, senza trascurare contributi di carattere esoterico e spirituale sia occidentali che orientali - alla creazione di un sistema del tutto originale, che assume i concetti di semplicità e purezza come valori essenziali.

Uomo animato da un forte senso della missione e da un profondo amore per ogni essere vivente, Bach dedica la sua vita alla creazione di uno strumento di guarigione comprensibile e utilizzabile da chiunque.

Fonte ufficiale da cui trarre informazioni in merito all’esperienza biografica di Bach è il libro La vita e le scoperte di Edward Bach, scritto da Nora Weeks, assistente del medico gallese e fondatrice, insieme a Victor Bullen e Mary Tabor, del Centro Bach di Mount Vernon.

 

Dalla descrizione di Nora emerge un uomo generoso, intuitivo, allegro, spontaneo, profondamente spirituale ma anche molto passionale e volitivo, amante della buona compagnia e allo stesso tempo del silenzio e della solitudine delle campagne gallesi, completamente assorbito e devoto al suo lavoro, al punto da trascurare qualsiasi problema di natura economica al fine di completare i suoi studi, condividere le sue conoscenze e diffondere i suoi Rimedi.

 

1886 -1906

 

Edward Bach nasce il 24 settembre del 1886 a Mosely, un paesino vicino a Birmingham da genitori di origine gallese. Già dall’infanzia mostra una spiccata sensibilità, attenzione e amore per la natura. Da giovane lavora nella fonderia del padre, entra in contatto con gli operai e le loro sofferenze sviluppando il desiderio di poter essere utile agli altri.

 

Fin da ragazzo dimostrò di avere una grande chiarezza di idee, un’eccezionale determinazione. […] La sofferenza di un essere umano o di qualsiasi creatura vivente lo toccava profondamente e gli stimolava un tale desiderio di poterla alleviare, che decise quand’era ancora bambino di diventare medico. (N. Weeks)

 

1906-1919

 

Avendo ben chiari i suoi obiettivi per il futuro, Bach chiede al padre l’autorizzazione e il sostegno per intraprendere gli studi universitari quindi, lasciato il lavoro alla fonderia, si iscrive alla facoltà di medicina, laureandosi nel 1912.

In pochi anni Edward Bach diventa un affermato immunologo/batteriologo; le sue ricerche si indirizzano verso lo studio della tossiemia intestinale, scoprendo che alcuni batteri intestinali erano strettamente collegati con la comparsa di alcune malattie croniche.  

Nel 1917, in seguito ad una grave emorragia, Bach viene ricoverato e gli viene diagnosticata una malattia molto grave (presumibilmente una forma tumorale); è sottoposto ad un intervento chirurgico, e gli vengono prospettati tre mesi di vita. Il desiderio di terminare i suoi studi (all’epoca incentrati soprattutto sulla vaccinoterapia) è però tale che, lasciato l’ospedale, Bach si dedica giorno e notte alle sue ricerche, al punto tale che la finestra del suo laboratorio venne chiamata “la luce che non si spegne mai”. I mesi passano, Edward Bach guarisce, avendo acquisito  una nuova consapevolezza che sarà alla base suo pensiero e del suo lavoro successivo:

 

…giunse alla conclusione che un interesse totale, un grande amore, una finalità precisa erano i fattori decisivi per la felicità dell’uomo sulla terra. (N. Weeks)

 

1919-1928

 

Nel 1919 Bach comincia a lavorare presso l’Ospedale Omeopatico di Londra con l’incarico di patologo, e la conoscenza delle idee del dott. Samuel Hahnemann, il padre dell’omeopatia, lo convincono della straordinaria affinità tra i principi della vaccinoterapia e quelli omeopatici.  L’idea che sia necessario “curare il malato e non la malattia”, alla base del pensiero di Hahnemann, diventa anche il suo principio ispiratore, e Bach comincia a pensare alla figura del medico in modo nuovo.

Continuando le ricerche nell’ambito della somministrazione dei vaccini, aveva inoltre osservato che ognuno dei sette ceppi batterici da lui isolati corrispondeva a delle specifiche note caratteriali dominanti.

 

Da queste osservazioni comprese come una stessa medicina non sempre fosse in grado di curare lo stesso disturbo, e […] che – nonostante la malattia fosse la stessa – pazienti con personalità e caratteri simili spesso reagivano bene allo stesso rimedio, mentre personalità differenti rispondevano a diverse terapie. (N. Weeks)

 

Nella cura della malattia, arriva quindi a comprendere il medico Gallese, la personalità, i sentimenti e le emozioni del malato sono spesso più importanti dei sintomi fisici, ed è quindi su quelli che il medico deve concentrarsi per risolvere definitivamente il problema.

Quelli dal ‘20 al ‘28 sono anni di grandi successi per il dott. Bach, stimato e ammirato in patria e all’estero. Nel 1922 apre lo studio in Harley Street e il laboratorio in Park Crescent e, nonostante la grande affluenza di pazienti, il medico lavora a pieno ritmo anche in numerosi ospedali, ottenendo importanti risultati con i metodi di cura da lui ideati.

In questo periodo si colloca la realizzazione dei sette nosodi (preparazioni omeopatiche a partire da materiale patogeno) corrispondenti ai vaccini ideati in precedenza, che vengono somministrati con successo in molti casi di malattia.

Neppure il metodo omeopatico, tuttavia, soddisfa pienamente il medico gallese, che aspira alla ricerca di un sistema completamente nuovo.

 

In lui c’è un grande desiderio di abbandonare tutto ciò che per qualche motivo può essere violento o provenire da fonti non pure. Il suo desiderio era infatti sempre stato quello di sostituire i prodotti della malattia - cioè i batteri intestinali usati come vaccini - con rimedi più puri, ed era deciso a svolgere le sue ricerche in tal senso.  (N. Weeks)

 

Nel 1928 si verifica la “svolta” e nella mente di Bach prendono vita e cominciano a delinearsi alcuni tratti del futuro sistema floreale. Proprio in quell’anno, infatti, rispondendo ad un’ispirazione che lo porta a viaggiare nelle campagne gallesi, scopre i primi tre rimedi del sistema: Impatiens, Mimulus e Clematis.

 

L’anno 1928 fu memorabile perché ebbe inizio la sua nuova ricerca. Bach dedicò ogni momento libero allo studio delle piante e di erbe con le quali sperava di sostituire i sette nosodi batterici. (N. Weeks)

 

1929-1936

 

Il 1929 inaugura una nuova fase della vita di Bach, che lascia il suo affermato e redditizio studio di Londra, nonostante i numerosi tentativi di dissuasione da parte dei suoi colleghi, convinti dell’eccessivo idealismo delle sue idee.

Dopo aver bruciato tutti i suoi scritti e distrutto il materiale relativo alle passate ricerche sui vaccini, il medico parte alla volta delle campagne inglesi e gallesi, alla ricerca di un luogo adatto a svolgere ricerche sulle piante.

 

Il suo era un coraggio che pochi possiedono – perché iniziava la sua ricerca consapevole che sarebbe stato solo, senza altro aiuto che la sua profonda convinzione. (N. Weeks)

 

Spinto dall’idea di cercare un metodo naturale, sicuro, semplice, sia nella somministrazione che nel metodo di produzione, Bach passava le giornate ad osservare ed esaminare una grande varietà di piante, annotandone ogni aspetto caratteristico (il terreno su cui crescevano, il colore, la forma, il numero dei petali, le modalità di riproduzione, ecc.…).

 

Risalgono al 1930 la messa a punto del “metodo di solarizzazione” - un metodo di estrazione che utilizza la luce del sole per “trasferire” la proprietà del fiore nell’acqua - e la pubblicazione di Guarisci te stesso, il principale testo di riferimento per ciò che concerne il pensiero e la filosofia del dott. Bach.

Negli anni successivi Bach scopre molti nuovi rimedi, e nel 1934 si trasferisce definitivamente a Sothwell, nell’Oxfordshire, nella casa di Mount Vernon, attuale sede del Centro Bach.

 

Negli ultimi anni della sua vita il medico gallese diviene sempre più sensibile, e Nora Weeks riporta numerosi episodi di guarigione ascrivibili a capacità taumaturgiche e sensitive, oltre a fare riferimento a modi del tutto peculiari nell’identificazione delle piante e delle loro proprietà curative.

 

Per alcuni giorni prima della scoperta di ogni nuovo rimedio, egli soffriva dello stesso stato mentale per il quale quel particolare rimedio era adatto… (n. weeks).

 

Nel marzo del 1935, Bach mette a punto l’altro metodo di estrazione dei rimedi: la bollitura, utilizzata soprattutto per le piante legnose e per quelle la cui fioritura avviene in un periodo dell’anno in cui il calore del sole è insufficiente. Durante i mesi successivi scopre gli ultimi 18 rimedi, e nel settembre del ’36 pubblica I 12 guaritori ed altri rimedi, testo in cui viene descritto l'intero sistema floreale e che rappresenta l’apice delle conoscenze dell’autore e la conclusione delle sue ricerche.

Verso la fine dello stesso anno, il 27 novembre, certo di aver completato il suo lavoro, Edward Bach muore nella sua casa di Mount Vernon, avendo vissuto molto più a lungo di quanto previsto dai medici quasi 20 anni prima

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